Nuovi scenari per la distribuzione intermedia del farmaco

Si cominciano a delineare i cambiamenti dello scenario della distribuzione intermedia del farmaco generati dalla Legge sulla Concorrenza. Ormai sono diversi gli attori scesi in campo : catene, società di distribuzione intermedia, il capitale puro e ora anche le cooperative.

Arrivano i primi acquisti di farmacie da parte di cooperative di farmacisti come Cef o Farmacentro, ed altri sicuramente seguiranno. “L’obiettivo è di raggiungere, in 5 o 6 anni, la quota di 400 punti vendita” dichiara Massimo Massa, direttore generale CEF – Cooperativa Esercenti Farmacia. Farmacentro, dal canto suo, non fa mistero di essere interessata all’acquisto di altri esercizi per integrare la rete del gruppo, Miafarmacia, già oggi assimilabile a una catena grazie alle 200 farmacie che le hanno fornito la delega pressocché totale.

Lo scenario che ci aspettiamo vede farmacie di proprietà accanto a farmacie che preferiscono una affiliazione sotto uno stesso logo e una gestione centralizzata. Complessivamente l’obiettivo è raggiungere una massa critica importante, in modo da poter operare su scala nazionale e avere le carte per competere con gli altri gruppi” dichiara Alberto Mirone, presidente Federfarma Servizi.

Movimenti similari si vedono anche all’estero, di recente acquisti sono stati effettuati dalla catena Dr Max , con 370 esercizi nella Repubblica ceca, 220 in Slovacchia, 338 in Polonia, e controllata dal gruppo finanziario Penta, attivo nel mondo ospedaliero, retail e farmacie.

Le modalità e le finalità con cui operano i gruppi esteri” prosegue Mirone “sono diversi rispetto a società e cooperative di farmacisti, e solo queste ultime possono garantire la salvaguardia della farmacia indipendente e come la conosciamo oggi. Le iniziative in campo, come la Rete di Sistema, ha ora ultimato la fase di elaborazione progettuale e passerà ad una fase più operativa”

Da tenere presente anche che i chiarimenti e le indicazioni fornite da Palazzo Spada in materia di incompatibilità rischiano di complicare la vita soprattutto alle cooperative: secondo i giudici infatti, non può essere socio di una società di farmacie il farmacista già titolare di altra farmacia in forma individuale, un’evenienza che nel caso di cooperativa è la normalità.

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