Nuovi livelli massimi di residui di antiparassitari nei prodotti alimentari e mangimi

Novità da Bruxelles per un uso sostenibile dei fitosanitari: ad esse dovranno obbligatoriamente conformarsi le autorizzazioni nazionali dei prodotti fitosanitari a base delle sostanze attive interessate. A fine marzo è stato infatti votato un progetto di Regolamento che apporta alcune modifiche ai limiti massimi di residui (LMR) stabiliti dagli allegati II, III e IV del Regolamento (CE) n. 396/2005 riguardante i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi; a febbraio di quest’anno, anche la sezione “residui pesticidi” del Comitato europeo PPFF (residui sulle piante, animali, alimenti e mangimi) ha votato a favore di alcune variazioni.

Le modifiche sono state dettagliate da una circolare ministeriale del 26 marzo scorso alle Imprese titolari di prodotti fitosanitari e riguardano riduzioni di valori di LMR e/o modifiche di definizioni di residuo. La stessa nota – a cura della Dgisan del Ministero della Salute – precisa le tempistiche di entrata in vigore delle variazioni e le procedure che le imprese dovranno attivare per adeguare i loro prodotti ai nuovi LMR.
La circolare è stata indirizzata anche alle organizzazioni agricole e all’Istituto Superiore di Sanità.

Il 26 marzo scorso, con il Reg. di esecuzione (UE) 2019/533 , la Commissione ha emanato un programma coordinato di controllo pluriennale dell’Unione (2020-21-22) per garantire il rispetto dei livelli massimi di residui di antiparassitari, valutare l’esposizione dei consumatori ai residui di antiparassitari nei e sui prodotti alimentari di origine vegetale e animale.

Circolare Ministero della Salute fitosanitari

(fonte ANMVIOGGI)

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