Mascherine a prezzo calmierato

Mentre è in corso il confronto sul cosiddetto Decreto Rilancio – la riunione del pre-consiglio, preparatoria del Consiglio dei ministri è slittata al tardo pomeriggio di oggi – che dovrebbe contenere alcune misure su dispositivi di protezione individuale, è ancora aperto il dibattito sulle mascherine a prezzo calmierato. Secondo la terza indagine di Altroconsumo, dedicata a rilevare prezzi ed eventuali carenze di mascherine nei vari canali, dopo l’Ordinanza del commissario straordinario Domenico Arcuri ci sarebbe stato un abbassamento dei prezzi anche sugli altri prodotti non compresi, anche se permangono criticità sulla disponibilità sul territorio e online (i dati si fermano a giovedì). Intanto, ci sono novità per quanto riguarda la possibilità di vendere mascherine sfuse in parafarmacia e Gdo e sulla procedura di sblocco alla dogana di lotti

Calo generalizzato dei prezzi dopo Ordinanza su prezzo calmierato

Secondo l’indagine di Altroconsumo, che è stata condotta «in 200 tra farmacie e parafarmacie e in 60 supermercati di 10 città italiane (Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma e Torino) tra il 4 e il 6 maggio, nonché su siti e piattaforme online tra il 5 e il 7 maggio, «le mascherine a prezzo calmierato si trovano in una farmacia su quattro (il 26% del campione), con una distribuzione disomogenea e profonde differenze da città a città, mentre due settimane fa il dato era migliore, con una presenza in due farmacie su 3 (66%)». In generale, «nella maggior parte delle farmacie sono effettivamente proposte al prezzo concordato», mentre «a metà aprile», ricorda l’indagine, prima dell’Ordinanza, il costo «si attestava sui 1,85 euro». A essere rilevata, nel canale, è poi una generale discesa dei prezzi: «Per i respiratori FFP2 i costi calano del 16% rispetto a due settimane fa, con una media 7,41 euro, contro i 8,86 euro di prima. Aumenta poi la disponibilità di mascherine lavabili e, anche per questi dispositivi, si registra un calo dei prezzi medi: 5,58 euro contro i 6,67 euro di due settimane fa». Ma a seconda dei punti vendita e della qualità del prodotto «i prezzi possono variare da 1,45 a 18 euro».

Per quanto riguarda la disponibilità nei supermercati di mascherine chirurgiche, «nonostante non siano un prodotto tenuto in assortimento, sulla scia dell’aumento delle richieste, anche questo canale si sta organizzando. Dei 60 supermercati contattati, in 27 le hanno a disposizione, pari al 45% dei casi. La tipologia più diffusa è quella chirurgica (27%) venduta in media a 1,03 euro, seguita dalla lavabile (17%) in vendita a un prezzo medio di 3,43 euro e dalla tipologia FFP1 o FFP2 presenti in soli 4 punti vendita a circa 6 euro». Mentre per quanto riguarda l’online, sui principali market il prezzo è generalmente sotto i 50 centesimi, pur con variazioni, ma i tempi di consegna sono piuttosto elevati e vanno dai 20 giorni ai 45, mentre per i siti specializzati di farmacie e parafarmacie da Altroconsumo viene rilevata poca chiarezza sulla tipologia delle mascherine, in particolare per quelle chirurgiche non risulta sempre chiara la presenza del marchio Ce.

Novità Dogane: tempi più rapidi anche per farmacie e parafarmacie

Intanto, sempre in tema di mascherine ci sono due novità, contenute in due diverse Ordinanze del Commissario Straordinario di sabato. La prima (13/2020) estende di fatto gli effetti dell’Ordinanza 6/2020 anche agli aderenti alle rappresentanze di farmacie e parafarmacie e in generale a tutti i firmatari degli accordi sul prezzo calmierato (Federfarma, Assofarm, Farmacie Unite, Unaftisp, FTPI, FNP, PI, Federfardis, MNLS, ULPI, Federfarma Servizi ed ADF, Confcommercio, Federdistribuzione ed ANCD Conad). Con questo provvedimento viene data la possibilità di ricorrere alla «celere sdoganalizzazione di tutti i Dispositivi di Protezione Individuale (di seguito “DPI”) ed in particolare i DPI di protezione via aerea FFP2, FFP3, N95, KN95, indicati nella circolare del Ministero della Salute prot. 4373 del 12 febbraio 2020». In sostanza, «i soggetti hanno diritto a utilizzare le procedure doganali di svincolo diretto e/o di svincolo celere per l’importazione cumulativa, assoggettata a IVA e imposte doganali, dei materiali destinati alla vendita al consumo». Un provvedimento che potrebbe proteggere le forniture da eventuali requisizioni.

Mascherine sfuse anche per Gdo

Oltre a questo, sempre con una ordinanza del 9 (12/2020) sono state estese a tutti i soggetti firmatari del prezzo calmierato, quindi anche alla Grande distribuzione e alle parafarmacie, la possibilità di sconfezionare le mascherine (Ordinanza n. 9/2020). L’ordinanza del 9 aprile infatti rendeva possibile «la vendita al dettaglio di DPI anche in assenza degli imballaggi di riferimento, con le opportune cautele igieniche e sanitarie adottate a cura del venditore», purché «con un prezzo inferiore o pari all’importo previsto per la singola confezione diviso il numero dei DPI presenti nella medesima».
Le informazioni «possono essere fornite al consumatore con modalità semplificate anche mediante cartello esposto nel locale di vendita», ma occorre «provvedere alla conservazione delle informazioni circa la confezione integra (denominazione, nome del produttore e/o distributore, quantità, data di arrivo e, ove disponibile, numero di lotto) e dell’allestimento (numero confezioni e numero di DPI inserite in ciascuna di esse)».
Ora, si legge nel nuovo testo, «nel procedere alla vendita al consumo, laddove il soggetto ritenga di apporre il proprio marchio, compatibilmente con le normative per la tutela dei marchi e dei brevetti, eÌ, comunque, tenuto a garantire l’informazione al consumatore delle seguenti specifiche:
– luogo e anno di produzione;
– indicazione, ove presente, del marchio CE, ovvero di altra validazione di efficienza, o eventuale esenzione ai sensi del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, cosi come modificato dalla Legge 30 aprile 2020, n. 27;
– che non si tratta di un presidio medico chirurgico;
– che è monouso».

Francesca Giani (fonte Farmacista33)

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