Veterinaria: non bene di lusso, l’iva dovrebbe essere al 10%

La ASCOFARVE – Associazione Nazionale Distributori Medicinali Veterinari, l’ ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, FNOVI – Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, SIMeVeP – Società Italiana Medicina Veterinaria Preventiva, ENPAV – Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Veterinari, ASSALCO – Associazione Nazionale Imprese Alimentazione e Cura Animali da Compagnia, Federchimica AISA – Associazione Italiana Industrie Salute Animale, e ASSALZOO – Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici hanno sottoscritto una lettera aperta rivolta a Governo e Parlamento per chiedere l’istituzione di uno scaglione unico dell’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) al 10% per:

• prestazioni veterinarie (oggi al 22%)
• medicinali veterinari (già al 10%)
• alimenti per animali da compagnia (oggi al 22%)

Una misura già presente per il settore dei medicinali veterinari” commenta il Dr. Roberto Rebasti, presidente Ascofarve, “che sarebbe auspicabile venisse ampliata a tutto il comparto veterinario. Il recente periodo emergenziale dovuto alla pandemia da Covid19 ha portato maggiormente alla ribalta l’importanza e il carattere di essenzialità della filiera veterinaria, dal farmaco all’agroalimentare, dalla salute alla nutrizione degli animali d’affezione, contribuendo al fianco della sanità umana alla garanzia della salute pubblica, in ottica One Health. E’ impensabile pertanto continuare a considerare i nostri animali da compagnia alla stregua di beni di lusso, perché sono ormai parte integrante della famiglia. Anche alla luce delle difficoltà economiche dell’ultimo periodo, è auspicabile un alleggerimento della pressione fiscale per i proprietari di pet, che oltrettutto usufruiscono di una detrazione per le spese veterinarie davvero irrisoria”

LETTERA APERTA (2)

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