Ddl (Lega) sulla governance in sanità pubblica veterinaria

Il Regolamento sui controlli ufficiali ha innescato “un processo di revisione che sta cambiando il paradigma della sanità pubblica veterinaria”. Il Disegno di Legge 1660, prima firmataria la Senatrice Maria Cristina Cantù (Lega, già assessora al Pirellone) intende superare l’attuale “disomogeneità organizzativa”, che ha “ grosse ripercussioni sulla commercializzazione e sull’export dei prodotti di origine animale italiani, a causa dei diversi standard sanitari raggiunti nelle diverse regioni”.

Il disegno di legge – 11 articoli in tutto-  porta la firma di 53 senatori ed è calendarizzato in Commissione Igiene e Sanità, dove in settimana sarà ascoltata in audizione la Fnovi.
L’articolato agisce su tre fronti principali: prevenzione e dei controlli di sicurezza alimentare, governance della sanità pubblica veterinaria e formazione specialistica veterinaria.

Controlli ufficiali integrati dal sistema di rating –  “Il sistema dei controlli ufficiali deve essere integrato e affiancato da un sistema di rating prestazionale, in coerenza con i fondamentali princìpi di assoluta terzietà, trasparenza, tracciabilità oggettivizzata, responsabilità, analisi e graduazione del rischio.  In questa logica, come sistema Paese, si ritiene di promuovere un modello evolutivo di valutazione e certificazione su base volontaria che coinvolga anche il mondo associativo, che utilizzi la tecnologia fornita dalle piattaforme informatiche multifunzionali Blockchain. Il sistema di rating nei prodotti agroalimentari “tende a valutare l’eccellenza in tutta la filiera della produzione. È infatti fondato sulla valutazione della corrispondenza degli operatori della filiera a criteri che determinano livelli più alti ai normali standard di conformità nelle diverse fasi della produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti”.
Viene istituito, presso il Mipaaf  un fondo denominato « Eccellenze Italia », con una dotazione finanziaria di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 al fine di generare interventi di natura premiale in favore degli operatori della filiera a seguito di positiva valutazione del rating.

Sistema duale di reclutamento del personale- “Le note criticità nelle attività di prevenzione e controllo come sistema Paese sono riconducibili anche alla carenza di personale adeguatamente specializzato che rischia di mettere in crisi sistemica la sanità pubblica veterinaria in ragione del grave impoverimento di competenze e conoscenze del servizio sanitario veterinario. Quest’ultimo, nel quadro più generale di un SSN nel tempo depauperato dal blocco del turn over e dai collocamenti a riposo, è aggravato dal fatto che le aziende sanitarie vengono a « formare » personale, arruolato con tipologie di contratto convenzionali e contratti di collaborazione a vario titolo, che una volta preparato trova sbocchi anche nel settore privato”. Il ddl propone  l’introduzione di un sistema duale di reclutamento del personale “volto, da un lato, ad istituire un percorso di formazione specialistico professionale alternativo rispetto a quello attualmente in vigore e, dall’altro, ad avviare un percorso di riqualificazione della figura del medico specialistico veterinario”.

Specializzazioni e modello teaching hospital. “Per evitare un crollo verticale della medicina veterinaria pubblica e delle funzioni di tutela della salute, in una logica di autentica competitività ed attrattività dei mercati agro-zootecnici-alimentari, è necessario, oltre a sbloccare il turn over dei veterinari, intervenire correttivamente con accorgimenti e meccanismi atti a rendere praticabile e sistematicamente sostenibile un potenziamento – sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo – della formazione specialistica per tutte le professioni veterinarie, assicurabile attraverso innovativi percorsi di preparazione teorico-pratica”.

Il ddl prevede “un adeguato ricambio generazionale tramite il coinvolgimento dello specializzando, sin dal primo anno e con la mediazione di un tutor aziendale, nelle attività svolte da veterinari ufficiali, in analogia con quanto avviene già nell’ambito della medicina umana”. Al contempo, “si avrebbe un impatto positivo sull’efficacia della formazione specialistica veterinaria collocata in un sistema formativo maggiormente integrato e con un più stretto legame tra preparazione teorica e pratica”.

Parallelamente alle specialità mediche, “si afferma l’ineludibilità di prevedere che anche la medicina veterinaria nelle sue varie articolazioni, con pari dignità legislativa, sia interessata al nuovo percorso di formazione operativa. Di qui la necessità di portare avanti l’esame del modello applicativo contenuto nel disegno di legge AS n. 1106, presentato nella legislatura in corso, riguardante il teaching hospital, estendendolo anche alle specializzazioni dell’area veterinaria, a tale scopo valorizzando, fin dai corsi di laurea e di specializzazione in ambito veterinario, il ruolo degli IZS, già definiti dalla normativa vigente quali enti di formazione e didattica nell’ambito della sicurezza degli alimenti e della sanità animale dove i medici veterinari specializzandi possono svolgere parte della formazione”.

Disincentivare la libera professione- Con il fine di evitare la sovrapposizione tra la figura del controllore e quella del controllato, il ddl istituisce “una percentuale minima di controlli che deve essere necessariamente svolta da personale interno e, dall’altro, prevede un meccanismo di premialità sul tetto alla spesa sanitaria (con un incremento del 5 per cento rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente) per le regioni in cui si svolgono complessivamente almeno l’80 per cento delle attività di ispezione e controllo esclusivamente mediante personale dipendente”.

Fauna selvatica e REV – Il Disegno di legge “riscrive” la disciplina in materia di controllo della fauna selvatica e  detta disposizioni in materia di farmaco-sorveglianza in ambito veterinario: “si prevede che le regioni verifichino la corretta attuazione della recente normativa in materia di tracciabilità del medicinale veterinario, vigilando, in particolare, sul rispetto degli adempimenti derivanti dall’adozione della ricetta elettronica veterinaria”.

DDL 1660
Disposizioni volte ad incentivare il raggiungimento di standard qualitativi elevati dei prodotti agroalimentari italiani introducendo un sistema di rating per la certificazione di eccellenza e riforma del sistema di prevenzione, programmazione e controllo nella sanità pubblica veterinaria

(fonte ANMVIOGGI)

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