PNR 2020 – residui farmaci negli animali

PNR 2020 – residui farmaci negli animali

Nonostante la pandemia, che per la prima volta nella storia ha inciso sulla piena attuazione del PNR. Focus sugli antibiotici.

I risultati della ricerca di sostanze farmacologicamente attive e contaminanti chimici in animali e alimenti  sono in linea con quelli degli anni precedenti, ma il Piano Nazionale Residui attuato nel 2020 sarà ricordato per le difficoltà dovute ai lockdown e al sovraccarico del SSN causato dalla pandemia.

Nella relazione pubblicata dal Ministero della Salute, nel 2020 risultano stati prelevati 32.564 campioni, per un totale di 401.682 determinazioni analitiche. Anche se non sono stati raggiunti alcuni obiettivi nazionali e comunitari in termini di numero di campioni, si registra comunque un aumento del numero di determinazioni analitiche rispetto agli anni precedenti, segno della sempre maggiore disponibilità di indagine presso i laboratori italiani. La relazione riferisce i provvedimenti, amministrativi e penali, adottati nei casi di non conformità.

Focus sugli antibiotici– Nell’ambito del PNR la ricerca di antibiotici riveste un’importanza notevole: nel 2020, su un totale di 30.029 campioni totali, circa il 29% sono stati analizzati per la ricerca di almeno una sostanza antibiotica. Nel PNR vengono ricercati i residui di antibiotici nel muscolo (prelevato al macello) di bovini, suini, ovicaprini, equini, pollame, conigli e selvaggina allevata, nel muscolo di pesci allevati in acquacoltura (trote, specie eurialine), nel latte (vaccino, bufalino e ovicaprino), nelle uova e nel miele.
Sui 8.677 campioni analizzati per sostanze antibiotiche, sono stati riscontrati 12 campioni non conformi, con 13 esiti non conformi.
La percentuale di non conformità registrata nel 2020 per antibiotici (0.14 %), rispetto al numero totale di campioni analizzati per questa categoria di sostanze, si posiziona su valori che si mantengono costanti negli anni.

Le difficoltà causate dalla pandemia- L’attività del PNR 2020 è stata caratterizzata dalle difficoltà riscontrate sul territorio a causa dell’emergenza pandemica, che ha ostacolato l’effettuazione del piano di campionamento e per l’analisi dei campioni. Per la prima volta nella storia del PNR, la pandemia non ha consentito il raggiungimento degli obiettivi comunitari per alcune specie animali e nemmeno degli obiettivi di programmazione nazionale per diverse specie animali.

Criticità nei dati – Anche per il 2020 si evidenziano diverse criticità in merito alla qualità dei dati rendicontati, in particolare quelli analitici, per i quali sono stati riscontrati errori che in alcuni casi potrebbero pregiudicare la trasmissione verso EFSA. Su questa problematica va continuato lo sforzo, avviato gli scorsi anni, per definire con i Laboratori Nazionali di Riferimento regole informatiche più stringenti che blocchino l’entrata di dati non coerenti.
Anche per il 2020 si registra il mancato caricamento dei dati nel sistema NSIS da parte degli IIZZSS per i campionamenti di animali provenienti da altri Stati Membri e inviati direttamente a stabilimenti di macellazione italiani.

Sviluppi futuri- Con il prossimo Piano europeo di sorveglianza sui residui sarà possibile utilizzare esclusivamente metodi quantitativi su un numero limitato di campioni. Sarà possibile effettuare una puntuale e significativa valutazione dell’esposizione del consumatore ai residui di antibiotici riscontrati nei prodotti di origine animale.

Cos’è il PNR– Il Piano Nazionale Residui (di seguito PNR) è un piano di controllo che si attua in Italia per ricercare i residui delle sostanze farmacologicamente attive e di contaminanti chimici negli animali vivi, nei loro escrementi e nei fluidi biologici, negli alimenti per animali e nell’acqua di abbeveraggio nonché nei tessuti e negli alimenti di origine animale.
Il campionamento si effettua nella fase di allevamento degli animali e nella fase di prima trasformazione dei prodotti di origine animale.

Piano nazionale per la ricerca dei residui relazione contenente i risultati dell’anno 2020

(fonte ANMVIOGGI)

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