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Parere EFSA su AMR

La Commissione europea ha pubblicato oggi la sua sesta relazione sullo stato di avanzamento dell’attuazione del piano d’azione europeo One Health contro la resistenza antimicrobica (AMR).

Negli ultimi sei mesi, la Commissione Europea registra progressi nel contrasto all’antimicrobico resistenza. A livello unionale, il quadro d’insieme pubblicato oggi, mostra gli strumenti e la tempistica di implementazione nel periodo 2017-2022.

Accanto alla road map delle norme in via di adozione, la Commissione aggiorna su nuove iniziative aggiunte in corso d’opera. Su richiesta della Commissione d’Inchiesta sulla protezione degli animali al trasporto (Commissione ANIT) del Parlamento Europeo, l’EFSA produrrà un parere scientifico sulla trasmissione della resistenza antimicrobica (con collegamenti al benessere degli animali) e degli agenti zoonotici durante il trasporto degli animali.

Il Parlamento Europeo ha chiesto che il parere sia reso dagli esperti di EFSA entro il prossimo mese di ottobre.

L’anno in corso è caratterizzato dal completamento degli atti delegati derivanti dai regolamenti europei sui medicinali veterinari e sui mangimi medicati. In particolare:
– l’adozione di un elenco di antimicrobici riservati all’uomo
– di un elenco di antimicrobici che non possono essere utilizzati nemmeno in deroga (“uso a cascata”)
– la definizione dei limiti per i residui di antimicrobici nei mangimi
– la revisione dei  metodi per la raccolta e la comunicazione dei dati sulla vendita e l’uso di antimicrobici
– le regole sugli antimicrobici applicabili ai prodotti animali importati da Paesi Terzi

La legislazione terziaria  sui medicinali veterinari e sui mangimi medicati sosterrà l’obiettivo- fissato nella strategia  Farm to Fork- di ridurre le vendite complessive dell’UE di antimicrobici per animali da allevamento e in acquacoltura del 50% entro il 2030.

La prossima relazione sui progressi dell’Unione Europea nel contrasto all’antimicrobico-resistenza sarà pubblicata alla fine dell’anno.

Purina Society Report 2020

Nell’alimentazione di cani e gatti cresce la domanda di proteine alternative, di prodotti personalizzati e di trasparenza degli ingredienti. Sono solo alcune delle nuove tendenze, dopo un anno di Covid, che plasmeranno il futuro del pet care, individuate da Purina nel Society Report 2020.

Basandosi su una ricerca di mercato e oltre 100 interviste a esperti del settore, tra cui veterinari e media, Purina ha messo in evidenza le otto tendenze che plasmeranno il futuro del pet care, insieme alle sei sfide che questo settore dovrà affrontare. Il rapporto Purina Society Report 2020, presentato ieri a Barcellona, ha messo in luce otto tendenze e sei sfide emergenti.

Le 8 tendenze.

1. L’aumento del possesso di pet: i più recenti dati, pubblicati da Euromonitor, hanno indicato un’accelerazione nell’adozione di pet in Europa, Medio Oriente e Nord Africa, rispetto al 2019, anno in cui popolazione di pet era pari a 3 milioni. Nel 2020, la popolazione totale è cresciuta toccando i 5,1 milioni di pet in tutta l’area, con una crescita del 70%. 2. Il Future of work: i cambiamenti dovuti alla recente esigenza di poter lavorare da remoto hanno inevitabilmente modificato quello che sarà il futuro del lavoro.

3. Il passaggio all’e-commerce: la crescita del settore e-commerce, causata anche dalle misure imposte dalla pandemia , è incrementata portando il segmento a toccare guadagni mai raggiunti prima. 4. La crescente preferenza per ingredienti alternativi e proteine alternative: la diminuzione delle risorse naturali disponibili su scala globale impatta sulla necessità di ridurne il consumo oppure sulla ricerca di fonti alternative. Inoltre, poiché i cosiddetti ‘Millennial pet parents’, che appartengono alla Generazione Y, considerano i loro cani e gatti come membri della famiglia, è stato riscontrato come sempre più cani seguano diete flexitariane, con alimenti a base di proteine animali e vegetali.

5. La costante richiesta di alimenti più naturali, guidata dalle crescenti preoccupazioni per la salute e il benessere degli animali. 6. La crescente consapevolezza dell’impatto sociale del possesso di un pet: l’opportunità di influenzare positivamente la salute umana, l’istruzione e le comunità. 7. Le soluzioni senza interruzione di continuità, basate e ottimizzate sull’intelligenza artificiale (Ia), inclusa la nutrizione personalizzata. Le persone sono sempre alla ricerca di modi nuovi e intelligenti per la gestione delle proprie vite, attraverso la tecnologia digitale, che si basa sui big data, sull’Ia e sull’intelligenza predittiva.

Man mano che la tecnologia rende possibili esperienze migliori per i consumatori e offre loro nuovi servizi in vari ambiti delle loro vite cresce anche l’aspettativa per prodotti personalizzati, piacevoli e che non diano alcun tipo di problematica . 8. Le nuove esigenze di trasparenza aziendale. I consumatori vogliono essere in grado di valutare autonomamente l’impatto che le loro decisioni di acquisto hanno sull’ecosistema, inclusi gli impatti ambientali, il benessere degli animali nella catena del valore e la trasparenza degli ingredienti.

Le 6 sfide emergenti.

1. La resilienza della catena di approvvigionamento. Nel corso del 2020, le aziende produttrici hanno dovuto affrontare sfide senza precedenti, a causa della pandemia globale. Gli ostacoli alla salute della forza lavoro, l’approvvigionamento di materie prime e il commercio transfrontaliero hanno in alcuni casi inciso sulle scorte che potrebbero avere un impatto nel futuro prossimo.

2. L’accesso limitato ai prodotti per la cura dei pet ad un prezzo accessibile a causa della disponibilità e dell’impatto della pandemia sui redditi.

3.La scarsità degli ingredienti e la necessità di gestire la disponibilità di risorse limitate, pur mantenendosi entro i limiti per il rispetto del pianeta. 4. L’impegno, già dichiarato da Nestlé, per il raggiungimento dell’azzeramento delle emissioni (‘net zero’) e dei nuovi potenziali modelli di business.

5. L’impatto ambientale dell’approvvigionamento e dell’imballaggio sulla salute del pianeta. 6. La continua trasformazione dell’economia guidata dalla tecnologia e il modo in cui e produciamo il cibo per i pet.

Purina Society Report 2020

(fonte ANMVIOGGI)

Vietata la vendita di prodotti con aloe-emodina

Entra in vigore l’8 aprile 2021 il nuovo Regolamento UE 2021/468 che modifica l’allegato III del Regolamento del 2006 che in Europa stabilisce le regole sull’aggiunta di vitamine, minerali e altre sostanze agli alimenti (CE n. 1925/2006), per quanto riguarda le specie botaniche contenenti derivati dell’idrossiantracene vietando la vendita di prodotti che contengono aloe-emodina, l’emodina, il dantrone e le preparazioni di aloe contenenti derivati dell’idrossiantracene. Il Regolamento del 18 marzo 2021 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità europea del 19 marzo 2021.

Efsa: derivati dell’idrossiantracene nocivi per la salute

Il settore degli alimenti arricchiti con vitamine e minerali e con altre sostanze è disciplinato con il Regolamento CE 1925/2006 del 20 dicembre 2006 ma la Commissione europea può avviare una procedura per l’inserimento di una sostanza o di un ingrediente nell’Allegato III che riporta un elenco delle sostanze il cui impiego negli alimenti è vietato (Allegato III – Parte A), soggetto a restrizioni (Allegato III – Parte B) o sottoposto alla sorveglianza dell’Unione, se tale sostanza è associata ad un rischio potenziale per i consumatori (Allegato III – Parte C). L’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, si legge in Gazzetta ha riscontrato che “i derivati dell’idrossiantracene aloe-emodina ed emodina e la sostanza strutturalmente analoga dantrone, si sono dimostrati genotossici in vitro. Anche gli estratti di aloe si sono dimostrati genotossici in vitro, molto probabilmente a causa della presenza di derivati dell’idrossiantracene. L’aloe-emodina si è inoltre dimostrata genotossica in vivo. L’estratto totale di aloe e l’analogo strutturale dantrone si sono rivelati cancerogeni. Considerando i gravi effetti nocivi per la salute associati all’impiego negli alimenti di aloe-emodina, emodina, dantrone ed estratti di aloe contenenti derivati dell’idrossiantracene, e che non è stato possibile stabilire una dose giornaliera di derivati dell’idrossiantracene che non desti preoccupazioni per la salute umana, tali sostanze dovrebbero essere vietate. È pertanto opportuno includere l’aloe-emodina, l’emodina, il dantrone e le preparazioni di aloe contenenti derivati dell’idrossiantracene nell’allegato III, parte A, del regolamento”, rendendole così vietate. E a decorrere dall’8 aprile sarà vietato vendere prodotti che le contengono.
Quindi, la parte A dell’allegato III del regolamento (CE) n. 1925/2006 viene così modificata: “sono inserite le seguenti voci in ordine alfabetico:
«Aloe-emodina e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza»;
«Emodina e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza»;
«Preparazioni a base di foglie di specie di Aloe contenenti derivati dell’idrossiantracene»;
«Dantrone e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza»”.

Sostanze con possibili effetti nocivi

Il Regolamento del 2006 è stato modificato anche nell’Allegato III – Parte C, che si riferisce alle sostanze per le quali vi è la “possibilità di effetti nocivi per la salute ma l’incertezza scientifica persiste, le seguenti sostanze e relative preparazioni che saranno, pertanto, sottoposte a sorveglianza da parte della Comunità”. Nella parte C sono inserite le seguenti voci in ordine alfabetico:
«Preparazioni a base della radice o del rizoma di Rheum palmatum L., Rheum officinale Baillon e loro ibridi contenenti derivati dell’idrossiantracene»;
«Preparazioni a base di foglie o frutti di Cassia senna L. contenenti derivati dell’idrossiantracene»;
«Preparazioni a base di corteccia di Rhamnus frangula L. o Rhamnus purshiana DC. contenenti derivati dell’idrossiantracene».

MANGIMI MEDICATI

Descrizione

Il mangime medicato è una miscela di mangime e medicinali veterinari, o prodotti in condizioni controllate, pronto per essere somministrato direttamente agli animali senza trasformazione e richiede una prescrizione veterinaria in seguito a un esame clinico.
Dal 28 gennaio 2022 la fabbricazione, la vendita e l’utilizzo sono disciplinate dal nuovo Regolamento UE
2019/4, che abroga la vecchia direttiva 90/167/CEE e che:

  • Stabilisce le norme per ogni fase, dalla produzione alla distribuzione, riguardo a una serie di aree
  • Stabilisce le condizioni di utilizzazione dei mangimi medicati:
  • Contribuisce all’azione dell’Unione per la lotta contro la resistenza antimicrobica:
  • Crea il quadro giuridico per la produzione, l’immissione sul mercato e l’utilizzo dei mangimi
    medicati per animali da compagnia:

Domande Frequenti

R: Si. Anche chi, infatti, pur non essendo nè registrato nè riconosciuto come OSMM, effettua vendita al dettaglio di mangimi medicati per PET, è tenuto a compilare ed inviare il modello in Allegato 3 alla nota esplicativa del Ministero della Salute in merito all’applicazione del Regolamento (UE) 2019/4 relativo alla fabbricazione, all’immissione sul mercato e all’utilizzo di mangimi medicati (come previsto dall’art. 13 comma 5 Regolamento (UE) 2019/4).